I prodotti per combattere il Coronavirus

SANIFICAZIONE QUOTIDIANA PULIZIA E DISINFEZIONE

SCHEDA ESEMPLIFICATIVA UTILE IN AMBIENTI DOMESTICI
O LADDOVE TALI AZIONI SI POSSANO SVOLGERE AUTONOMAMENTE

La sanificazione quotidiana degli ambienti si realizza attraverso la successione delle azioni di:

  • Pulizia
  • Disinfezione
  • Aerazione degli ambienti

Si tratta, quindi, dell’attività svolta per la rimozione chimico-meccanica dello sporco presente sulle superfici con prodotti alcalini/acidi (pulizia).
A cui deve seguire il successivo trattamento di disinfezione con idonei prodotti, quasi sempre di natura chimica, che sono in grado di ridurre moltissimo la carica biologica presente su oggetti e superfici.

Le attività di pulizia e disinfezione devono essere svolte assicurando la ventilazione e aerazione degli ambienti.

1) SUPERFICI INTERESSATE

Sono da considerare e trattare tutte le superfici con cui si entra in contatto in ogni momento: porte, maniglie, corrimano, tavoli, scrivanie, sedie, tastiere, mouse, strumenti di lavoro, strumenti domestici, sanitari, pavimenti, ecc.

2) MODALITA’ OPERATIVE VALIDE PER TUTTE LE SUPERFICI

a) Durante le operazioni di sanificazione con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti

b) Pulire con il normale detergente di consueto utilizzo (leggermente alcalino per quasi tutte le superfici, leggermente acido per i bagni).

Alla pulizia deve seguire inevitabilmente una prima fase di risciacquo, se necessario, per la rimozione dei detergenti e per procedere poi alle successive operazioni di disinfezione. I panni utilizzati per la pulizia devono essere cambiati frequentemente.

c) Disinfettare con i prodotti igienizzanti specificati al punto 3).

Per la disinfezione utilizzare solo carta usa e getta (tipo SCOTTEX), spruzzando l’idoneo prodotto direttamente sulla carta e non sulla superficie interessata dall’operazione. La carta deve essere sostituita ogni qualvolta si passa da un pezzo ad un altro.

3) PRODOTTI CHIMICI

Per la pulizia:

  • i detergenti alcalini sono solventi dello sporco grasso,

  • i detergenti acidi hanno la capacità di rimuovere lo sporco secco come

    il calcare (e si usano prevalentemente nei bagni),

in alcuni casi, per evitare di rovinare superfici delicate, si ricorre a detergenti neutri, come nel caso della pulizia dei pavimenti delicati.

Per la disinfezione è prescritto/consigliato l’utilizzo di prodotti chimici

  • a base alcolica al 70-75% (nel caso dell’emergenza attuale preferibile)

  • oppure a base cloro al 1-2% (candeggina/varechina)

4) FREQUENZA

Almeno giornaliera.

In questo particolare periodo è necessario seguire i comportamenti consigliati dalle autorità sanitarie (lavaggio frequente e accurato delle mani, distanza interpersonale, igiene nasale, ecc,).
Sebbene non vi siano indicazioni specifiche, negli ambienti domestici è sempre consigliato togliere le scarpe utilizzate fuori casa e lavare gli indumenti utilizzati fuori casa a 90° e se non è possibile, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio.

SCHEDA ESEMPLIFICATIVA – ATTIVITÀ PROFESSIONALE

PULIZIA DI AMBIENTI NON SANITARI DOVE ABBIANO SOGGIORNATO CASI CONFERMATI DI COVID-19

Tratto dalla Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020

1) AMBIENTI INTERESSATI:

Stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19

2) SUPERFICI INTERESSATE

  • Devono essere trattate tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari, pavimenti.

  • La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio).

3) MODALITA’ OPERATIVE VALIDE PER TUTTE LE SUPERFICI

a) Durante le operazioni di pulizia e disinfezione con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti

b) Pulire con il detergente (leggermente alcalino per quasi tutte le superfici, leggermente acido per i bagni).

Alla pulizia deve seguire inevitabilmente una prima fase di risciacquo, se necessario, per la rimozione dei detergenti e per procedere poi alle successive operazioni di disinfezione.

c) disinfettare e decontaminare mediante l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

Per la disinfezione utilizzare solo carta usa e getta, spruzzando l’idoneo prodotto direttamente sulla carta e non sulla superficie interessata dall’operazione. La carta deve essere sostituita ogni qualvolta si passa da un pezzo ad un altro.

4) MISURE DI PROTEZIONE DEI LAVORATORI

Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione).

Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.

Regole comportamentali per la vestizione e svestizione da svolgere in

un’area appositamente individuata

Vestizione:

o togliere ogni monile e oggetto personale.
o Lavare le mani con acqua e sapone o soluzione alcolica; 

o controllare l’integrità dei dispositivi; non utilizzare dispositivi non

integri; 

o indossare un primo paio di guanti; 

o indossare sopra la divisa il camice monouso; 
 o indossare idoneo filtrante facciale; 

o indossare gli occhiali di protezione; 

o indossare secondo paio di guanti. 


Svestizione

o evitare qualsiasi contatto tra i DPI potenzialmente contaminati e il viso, le mucose o la cute; 


o i DPI monouso vanno smaltiti nell’apposito contenitore nell’area di svestizione; 


o decontaminare i DPI riutilizzabili; 
 o rispettare la sequenza indicata:

rimuovere il camice monouso e smaltirlo nel contenitore; 


  • rimuovere il primo paio di guanti e smaltirlo nel contenitore;

  • rimuovere gli occhiali e sanificarli; 


  • rimuovere la maschera FFP3 maneggiandola dalla parte

    posteriore e 
smaltirla nel contenitore; 


  • rimuovere il secondo paio di guanti; 


lavare le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcolica. 


SCHEDA ESEMPLIFICATIVA – ATTIVITÀ PROFESSIONALE

PULIZIA DI AMBIENTI SANITARI

Tratto dalla Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020 di cui si riporta il contenuto

In accordo con quanto suggerito dall’OMS sono procedure efficaci e sufficienti una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero (come l’ipoclorito di sodio)”.


La stanza di isolamento dovrà essere sanificata almeno una volta al giorno, al più presto in caso di spandimenti evidenti e in caso di procedure che producano aerosol, alla dimissione del paziente, da personale con protezione DPI.

Una cadenza superiore è suggerita per la sanificazione delle superficie a maggior frequenza di contatto da parte del paziente e per le aree dedicate alla vestizione/svestizione dei DPI da parte degli operatori.


Per la decontaminazione ambientale è necessario utilizzare attrezzature dedicate o monouso. Le attrezzature riutilizzabili devono essere decontaminate dopo l’uso con un disinfettante a base di cloro. I carrelli di pulizia comuni non devono entrare nella stanza.

Il personale addetto alla sanificazione deve essere formato e dotato dei DPI previsti per l’assistenza ai pazienti e seguire le misure indicate per la vestizione e la svestizione (rimozione in sicurezza dei DPI).
 In presenza del paziente questo deve essere invitato ad indossare una mascherina chirurgica, compatibilmente con le condizioni cliniche, nel periodo necessario alla sanificazione.

1) MISURE DI PROTEZIONE DEI LAVORATORI

 
  • Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione).

  • Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.

Regole comportamentali per la vestizione e vestizione da svolgere in un’area appositamente individuata

Vestizione:

  • togliere ogni monile e oggetto personale.
  • Lavare le mani con acqua e sapone o soluzione alcolica; 

  • controllare l’integrità dei dispositivi; non utilizzare
  • dispositivi non integri; 
 
  • indossare un primo paio di guanti; 

  • indossare sopra la divisa il camice monouso;
  • ndossare idoneo filtrante facciale; 

  • indossare gli occhiali di protezione; 

  • indossare secondo paio di guanti. 


Svestizione:

  • evitare qualsiasi contatto tra i DPI potenzialmente contaminati e il viso, le mucose o la cute; 

  • i DPI monouso vanno smaltiti nell’apposito contenitore nell’area di svestizione; 

  • decontaminare i DPI riutilizzabili; 
 o rispettare la sequenza indicata:
  1. rimuovere il camice monouso e smaltirlo nel contenitore; 


  2. rimuovere il primo paio di guanti e smaltirlo nel contenitore;

  3. rimuovere gli occhiali e sanificarli; 


  4. rimuovere la maschera FFP3 maneggiandola dalla parte

    posteriore e 
smaltirla nel contenitore; 


  5. rimuovere il secondo paio di guanti; 


  • lavare le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcolica. 


SCHEDA ESEMPLIFICATIVA – ATTIVITÀ PROFESSIONALE

SANIFICAZIONE/IGIENIZZAZIONE TOTALE

ATTENZIONE: Attività strettamente professionale svolta esclusivamente da personale appositamente formato.

Si tratta dell’attività svolta per la sanificazione/igienizzazione totale di un locale/zona/reparto con apposito macchinario e prodotti disinfettanti, dopo la presenza di positività da virus

1) PRODOTTI CHIMICI

Utilizzo di idoneo prodotti disinfettanti

2) SUPERFICI INTERESSATE

Sono interessate tutte le superfici all’interno dell’area in trattamento

3) MODALITA’ OPERATIVE

Nebulizzazione a saturazione dell’area in trattamento con appropriato macchinario e idoneo disinfettante in soluzione

INFORMATIVA PER I LAVORATORI – COVID 19

In merito all’emergenza coronavirus il Datore di lavoro è tenuto a predisporre adeguate misure di prevenzione e protezione aggiuntive per evitare il propagarsi del contagio oltre a quelle normalmente richieste per l’attività lavorativa.

Al fine di informarVi sulle corrette misure di igiene e sulle misure di prevenzione e protezione stabilite siamo a consegnarVi la presente informativa che Vi chiediamo di osservare scrupolosamente.

Il personale, in presenza di sintomi influenzali deve rimanere a casa e non potrà essere consentito il suo ingresso in azienda.

È altresì precluso l’accesso al personale e a chi intende fare ingresso in azienda, che negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.

L’azienda assicura, in modo ordinario, la pulizia giornaliera e la disinfezione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

Ciascun lavoratore si deve comunque fare parte diligente e pulire le superfici (banchi, pulsantiere, quadri comando, tastiere, schermi touch, mouse) a fine turno o al termine di utilizzo di una postazione con i disinfettanti che saranno disponibili in reparto.

Evitare in modo assoluto assembramenti in azienda.

L’uso dei mezzi aziendali è consentito ad una sola persona per volta, al termine dell’utilizzo disinfettare volante, comandi e leva del cambio.

Qualora si dovesse verificare in azienda la presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e disinfezione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente al datore di lavoro o all’ufficio del personale e si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri

presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.

Si informano altresì i lavoratori che l’azienda collaborerà con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19.

Infine, per massima chiarezza si comunica che, anche sulla base del nuovo DPCM 11/03/2020, le mascherine per la protezione individuale sono necessarie laddove non è possibile rispettare la distanza di sicurezza di 1 metro.

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RAGNI

I ragni per loro natura sono degli animali predatori che, grazie al loro morso e alla ragnatela riescono a immobilizzare con facilità le loro prede. Per quanto preferiscano costruire le loro ragnatele in luoghi esterni come boschi e giardini, in presenza di climi rigidi e in assenza di cibo, non è affatto raro vederseli trovare in casa.
Le speci più comuni che possiamo nelle nostre case sono:
 
  • Folcidi, detti anche “ragni della polvere”, sono dei ragni di piccole dimensioni di colore bruno o a volte grigi con strisce bianche. Spesso li si trova dietro i mobili o ancora in fessure nascoste.
  • Ragno Lupo, molto diffuso nelle regioni meridionali come la puglia. Sono comunemente chiamate tarantole e come vuole la tradizione ci si può liberare dal loro morso solo grazie alla “tarantella”. Ciò nonostante è un tipo di ragno relativamente innocuo e lo si trova principalmente in aree rurali.
  • Ragno Violino: Il morso di questo ragno è molto velenoso e in alcuni casi può essere addirittura letale, tuttavia come per la maggior parte dei ragni morde solo in caso di pericolo. Non appena lo si trova è fondamentale non ricorrere al fai da te, ma affidarsi ad un professionista.
 
Nelle nostre case è anche possibile trovare dei piccoli ragni rossi, che però non sono dei veri e propri ragni, ma sono degli acari completamente innocui, pertanto non vanno assolutamente confusi.

Cimici dei letti

Le cimici dei letti sono insetti ematofagi, cioè si nutrono di sangue. Il loro cibo preferito è il sangue umano, ma, in mancanza di esseri umani disponibili, le cimici si nutrono di quello di altri animali a sangue caldo. Potrebbero nutrirsi in qualsiasi momento della giornata, ma preferiscono dopo il tramonto. Si cibano ogni 5-10 giorni circa e i loro pasti di sangue durano circa 3 minuti per le ninfe e 5-10 minuti per gli adulti. 

Il ritorno delle cimici dei letti in case, alberghi, ostelli, ospedali, studentati, teatri e mezzi di trasporto non è dovuto alla scarsa igiene, ma ad altre cause:

  1. in primis l’aumento dei viaggi internazionali, che ha favorito la diffusione del parassita su scala globale;
  2. in secondo luogo, l’utilizzo di insetticidi meno aggressivi con bassa persistenza. Per molto tempo le cimici sono state trattate con piretroidi e con il passare del tempo gli insetti sono diventati resistenti e quindi immuni a tali prodotti.

Inoltre, le cimici dei letti sono difficili da individuare a causa delle loro caratteristiche morfologiche: possono infiltrarsi nelle più piccole crepe e fessure e, conseguentemente, passare facilmente da un luogo all’altro. 

VESPE

Gli adulti delle vespe si cibano del nettare dei fiori, ma anche di piccoli insetti per integrare la dieta delle larve che allevano nel nido. Le vespe producono anche piccole quantità di miele che usano sia per nutrire le larve, sia per rapporti sociali attraverso trofallassi, nonché come scorte di glucidi.
ll nido di vespe viene realizzato in primavera dalla regina ed ha una consistenza simile al cartone, in un luogo protetto, possibilmente con una temperatura calda e secca. La colonia vive all’interno e può ospitare migliaia di individui. In primavera o in estate, se ci sono tanti esemplari, è possibile che vi sia un nido nei paraggi.
Rimuovere un nido di vespe non è semplice, è una operazione che deve essere eseguita con cautela e, in alcuni casi, richiede l’intervento di personale specializzato nel campo della disinfestazione. Molti, infatti, non sanno che per eliminare il problema delle vespe non occorre necessariamente rimuovere il nido, ma si può intervenire attraverso trattamenti specifici sullo stesso.
Ad ogni modo, prima di agire, occorre dotarsi di tutti i dispositivi di protezione necessari (es. guanti) ed attendere quando le vespe sono meno attive, la sera oppure in inverno.

ZANZARE

Le zanzare prediligono ambienti caldi e umidi nei quali, in piccole quantità di acqua stagnante, depongono le uova. I focolai possono nascere anche da piccoli ristagni d’acqua, come ad esempio: nei sottovasi delle piante, nei secchi o in piccoli recipienti, in bottiglie o barattoli, su teli di nylon o pneumatici in disuso, nei quali possono raccogliere dell’acqua al loro interno.
Per compiere il pasto di sangue, la femmina inietta la saliva che serve a mantenere fluido il sangue, per favorirne il passaggio nello stiletto boccale, ed è proprio attraverso questa che avviene la trasmissione di virus e parassiti.
La saliva consiste in una miscela di sostanze, alcune delle quali provocano in determinati soggetti rossori, pruriti e gonfiori locali, mentre per quelli più sensibili reazioni allergiche.

Alcuni consigli per evitare le zanzare

  • evitare l’accumulo di acqua in contenitori esterni (vasi da fiori, bottiglie e altri contenitori che possono contenere l’acqua) per impedire che diventino terreno fertile per le zanzare
  • coprire i serbatoi di stoccaggio dell’acqua per uso domestico in modo che le zanzare non possano entrarci
  • non lasciare accumulare i rifiuti e buttarli via in sacchetti di plastica chiusi conservati in bidoni della spazzatura coperti
  • sbloccare scarichi che possono causare ristagni d’acqua
  • utilizzare zanzariere e schermi su porte e finestre per ridurre il contatto tra le zanzare e le persone.

MOSCHE

La presenza di mosche si può riscontrare quasi ovunque, in tutte le zone climatiche ed altitudini.
Le mosche si sono perfettamente adattate agli ambienti in cui vive l’uomo: dalle case alle aziende, soprattutto alimentari. Infestano formaggi, carni e pesci essiccati, le sostanze organiche possibilmente umide o in decomposizione. La mosca domestica predilige discariche, letamai, ma anche industrie alimentari, magazzini e abitazioni.
Questi insetti rappresentano un problema igienico sanitario, perchè frequentano ambienti sporchi, dove raccolgono patogeni, responsabili di malattie e problemi di salute come colera, tifo, dissenteria o salmonellosi.
La trasmissione avviene per contatto, ovvero appoggiandosi alle ferite dell’uomo o sugli alimenti di cui esso si nutre, contaminandoli.

TARLI E TERMITI

Sebbene entrambi attacchino il legno ed i suoi derivati, effettuano danno in maniera differente e con altrettanta differenza è necessario agire.
Le termiti sono insetti sociali che presentano un’accurata divisione del lavoro e, in relazione ai compiti da svolgere, presentano una morfologia specifica: operai, reali e soldati.
Essendo insetti lucifughi, le termiti attaccano la struttura solo dall’interno, rispettando la superficie esterna di travi e tavole. A causa di questa caratteristica l’infestazione non si manifesta facilmente e, quando viene scoperta, le strutture potrebbero già essere compromesse, causando danni economici e materiali.
Le due specie di termiti più diffuse sono le Termiti Sotterranee (Reticulitermes lucifugus), che vivono nel sottosuolo, e le Termiti del legno secco (Kalotermes flavicollis) che invece, nidificano prevalentemente nel terreno, ma anche nelle testate delle travi, soffitti lignei o nei telai degli infissi.
I tarli invece mostrano la loro presenza attraverso dei fori sulla superficie legnosa, indicativi di uno sviluppo già terminato. All’interno del legno restano, infatti, soltanto le gallerie vuote, gallerie che rappresentano una grave minaccia sia per la salute di fusti vivi che per l’integrità della mobilia d’appartamento, in quanto compromettono le funzioni vitali nei primi e la stabilità e robustezza nella seconda.
Predilige legni ben stagionati, con un tasso di umidità non superiore al 20-25%, possibilmente già attaccati dalle muffe, specie il noce, il faggio, la quercia, il castagno, ma in mancanza di questi si accontenta di qualsiasi cosa.

FORMICHE

Le formiche si nutrono in maniera diversa in base alle diverse specie: alcune sono onnivore, altre carnivore e altre ancora frugivore.
I loro nidi, generalmente conosciuti come formicai, si trovano in prossimità degli edifici o all’interno degli stessi. Sono abbastanza innocui per la salute dell’uomo, però talvolta possono provocare danni: ad esempio, contaminando cibi o strumenti sterilizzati, oppure quando le formiche nidificano in strutture.

TOPI E RATTI

Topi e ratti possono rappresentare una minaccia per la salute dell’uomo e la reputazione della tua impresa. Esistono diverse specie, ma in Italia ce ne sono principalmente 3 che infestano le nostre città e le nostre case. Questi sono animali territoriali, fra i membri della colonia regna una sorta di gerarchia: vi è la presenza di un animale dominante, una o più femmine e numerosi individui subordinati.
Sono particolarmente attivi durante la notte. Si nutrono di qualsiasi cosa, perché sono animali onnivori, ma hanno qualche preferenza in base alle specie per cereali, carne, frutta e verdura.

PESCIOLINO D'ARGENTO

Il nome con cui vengono indicati è un richiamo alla colorazione tipica del corpo di tali insetti, ricoperto da squame argentee. Sono provvisti di lunghe antenne e appendici addominali che ne rendono semplice l’identificazione.
Si nutrono di materiale organico vario, soprattutto se ricco di amidi e zuccheri, come zucchero, pelli, tessuti di lana, carta. Un’infestazione di pesciolini d’argento può arrecare danni a libri o stoffa. Il loro insediamento è favorito dal ristagno di umidità e, la riduzione della stessa, risulta la prima linea di difesa contro l’insediamento degli infestanti.

BLATTE E SCARAFAGGI

Blatte e scarafaggi possono rappresentare una minaccia per la salute dell’uomo e la reputazione della tua impresa. Si caratterizzano per la loro forma ovale e appiattita. Presentano due lunghe antenne e 6 zampe, che gli consentono di arrampicarsi su qualsiasi superficie: tetti, pareti, vetri e soffitte.
Per debellare un’infestazione è sempre meglio rivolgersi a personale esperto, perché le blatte si riproducono molto velocemente e quindi possono moltiplicare il numero degli individui in pochi giorni.
Scarafaggi e blatte sono insetti notturni e durante il giorno si nascondono in fessure o crepe o in ambienti ombrosi caldi e umidi. Possono infestare abitazioni, locali pubblici, magazzini, mense, ristoranti, bar ed è facile trovarle vicino a sorgenti di calore.

PICCIONE

l piccione vive in aree urbane e rurali, nelle quali può accedere facilmente a fonti di cibo. Nelle città nidificano o riposano su ponti ed edifici. Nelle zone rurali invece, vivono nei cortili di fattorie, stalle, fienili e mulini. I piccioni sono animali routinari: si nutrono, nidificano e riposano negli stessi luoghi ogni giorno.
Per questa ragione non è facile liberarsi della presenza dei piccioni dal proprio balcone o edificio. Bisogna affidarsi a personale esperto e qualificato, che sappia intervenire con i giusti mezzi per debellare l’infestazione in corso.
A seguito di un sopralluogo, sapremo indicarvi la soluzione più idonea alle vostre necessità e all’ambiente circostante.
Fra i sistemi più diffusi per aziende e condomini troviamo:

  • Dissuasori a spilli: sistema che impedisce al volatile di appoggiarsi o nidificare sulle abituali zone, per mezzo di spilli posizionati su una base in policarbonato.
  • Cavo in tensione: sistema di fili che impediscono al volatile di appoggiarsi e che, dopo qualche tentativo, si allontana definitivamente.
  • Sistema Elettrico: sistema che rilascia piccole e fastidiose scosse elettrostatiche non dannose, che provocano l’immediato allontanamento del volatile.
  • Reti Ornitologiche: sistema discreto ed efficace per impedire l’accesso ai volatili nell’area circoscritta.
    Dissuasore acustico: sistema che emette un suono ad alta frequenza, fastidioso per i volatili, costretti ad allontanarsi.
  • Eagle eye system: sistema che, attraverso un dispositivo in movimento, riflette la luce ed allontana i volatili
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